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“Human Rights Nights”:
torna il cinema dei diritti

“Human Rights Nights”: 
 torna il cinema dei diritti

BOLOGNA – Il dialogo sulla sovranità alimentare nel nord e nel sud del mondo con la leader del World Social Forum Aminata Traorè, il film in anteprima sullo sfruttamento della prostituzione nella Bosnia post-conflitto, il Premio Mutti per il cinema dei registi migranti e ospiti del calibro di Theo Anghelopulos e Milcho Manchevski. Torna a Bologna dal 12 al 16 ottobre lo Human Rights Nights, rassegna di cinema e diritti umani promossa dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Comune, Università e Officina Cinema Sud-Est.

Giunto alla sua undicesima edizione, il festival ha dovuto fare i conti con la contrazione delle risorse. “C’è stato un graduale declino degli sponsor – spiega la direttrice artistica Giulia Grassilli – Il programma degli eventi è stato ridotto rispetto al 2010 per realizzare un’edizione di transizione, che ci permetta di diventare più forti in futuro. Human Rights Nights non è solo un festival: è un intreccio vivo di tante realtà e siamo al lavoro per ridefinire la rete delle partnership, che esiste a prescindere dall’evento in sé e di cui il festival costituisce la vetrina”.

Primavera araba, energie alternative, sovranità alimentare e diritti dei popoli, povertà urbana a Bologna sono tra i temi in programma per la quattro giorni di proiezioni, eventi e dibattiti che si svolgerà tra la Sala Cervi in via Riva di Reno, il Cinema Lumière, l’Auditorium del Dipartimento di Musica e Spettacolo e il Centro Interculturale Zonarelli. Si inizia mercoledì 12 ottobre con un’ospite internazionale, la politica maliana e leader del World Social Forum Aminata Traorè, che parteciperà a un dialogo sulle politiche agricole e la sovranità alimentare in Europa e in Africa insieme al preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Andrea Segrè. Ospiti della rassegna anche i registi Theo Anghelopoulos (che introdurrà la proiezione di “Lo sguardo di Ulisse”, un viaggio attraverso la guerra dei Balcani) e Milcho Manchevski, per un fuori programma lunedì 17 ottobre con la presentazione del suo ultimo film “Mothers”.

Tra i film in programma, l’anteprima italiana di “The Whistleblower”, film (tratto da una storia vera) su un traffico di prostituzione nella Sarajevo occupata dalle truppe Onu. E ancora, un instant-doc sulla rivolta egiziana (“Tahrir” di Stefano Savona) e un documentario sul viaggio che Bob Kennedy intraprese in Sudafrica nel 1966 (“RFK in the land of apartheid: a ripple of hope” di Tami Gold e Larry Shore). Una doppia proiezione, con “The accordion” e “This is not a film”, costituisce l’omaggio del festival a Jafar Panahi, regista iraniano che si trova agli arresti domiciliari a causa del suo impegno in difesa dei diritti umani.

Numerosi gli eventi dedicati all’ecologia, alla sostenibilità e alla povertà. Si va dalla “Notte verde” di venerdì 14 ottobre, con film sull’arte, l’architettura e il design sostenibile; ai documentari sulle lotte degli agricoltori brasiliani e sulla scomparsa delle api in programma per domenica 16 ottobre, quando il festival celebrerà il World Food Day. La povertà urbana a Bologna è poi protagonista di “Non tagliamo la corda!” diretto da Simone Fratini, in cartellone per sabato 15 ottobre nell’ambito di una giornata dedicata ai temi dello spreco e della povertà. In occasione della consegna del premio Gianandrea Mutti, con cui la Cineteca, Officina Cinema Sud-Est e associazione Amici di Giana offriranno un riconoscimento a un regista migrante, sarà proiettato “18 Jus Soli” di Fred Kudjo Kuwornu, prodotto grazie alla vittoria del Premio nel 2009. (ef)

9 ottobre

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