
Nella politica tedesca c'è una "durezza e irragionevolezza straordinaria" nell'affrontare la crisi economica europea. La cancelliere Angela Merkel "non cambia linea di una virgola" e "non vuole i rimedi che potrebbero risolvere i problemi". Ne è convinto l'ex presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi, che ha affrontato il tema nel corso dell'assemblea nazionale delle Cooperative di produzione e lavoro di Legacoop.
"A maggio e giugno prevedevamo tutti un'uscita lenta dalla crisi e c'era già un quadro di 'non governo' europeo e mondiale - ha spiegato Prodi -. L'Europa" in particolare ha dimostrato di "non esistere perché completamente" spaccata al suo interno. "Se non cambia volontà politica nessuno fa le riforme" come è stato dimostrato anche all'ultimo vertice del G20 a Cannes dove "la crisi dell'euro ha salvato la spettacolarità" dell'evento con la regia di Sarkozy. "I vertici europei - secondo il professore - continuano ad essere come prima. La Merkel non cambia linea di una virgola, non vuole alcuna forma di collaborazione e non vuole i rimedi che potrebbero risolvere i problemi".
"Nella politica tedesca - ha proseguito l'ex premier - c'è una durezza e irragionevolezza straordinaria. Si è rischiato di mettere in crisi l'euro ma" questo "non è un interesse tedesco" perché "se c'è un paese che andrebbe a rimetterci da un'eventuale rottura sarebbe proprio la Germania". Comunque nei prossimi mesi "non potrà che usare non dico la sua saggezza ma la proprio convenienza. Si sta veramente giocando col fuoco."
La Germania, ha ricordato Romano Prodi, tra l'altro "ha aderito al fondo salva stati all'ultimo minuto e a stento. La crisi della Grecia si sarebbe potuta risolvere in fretta, in cinque minuti con una riunione in silenzio, invece è diventata una tragedia. Da allora si è continuato a prendere provvedimenti in ritardo e inferiori alle necessità".
Ora, per risolvere la crisi europea, i casi sono due: "O chiudiamo bottega - ha spiegato l'ex presidente della Commissione europea - o la Bce fa la Banca centrale facendo il prestatore di ultima istanza" e puntare sugli "Eurobond". Su questo "la Francia è favorevole" mentre "la Germania è irremovibile".