
Una "porcata". Così Augusto Minzolini ha commentato la sua sostituzione alla direzione del Tg1. "Queste cose qui hanno i loro tempi, ma per me è una porcata, un rituale mediatico giudiziario a sfondo politico", ha detto Minzolini a Tgcom24.
A prendere il posto del giornalista dovrebbe essere Antonio Maccari. Il direttore generale della Rai Lorenza Lei ha infatti proposto al consiglio di amministrazione per la direzione ad interim del telegiornale il nome 'interno' di Maccari. Il nome appare nella documentazione inviata in vista del Cda straordinario di martedì mattina, che dovrebbe procedere alla nomina del nuovo direttore della testata per la sostituzione di Minzolini dopo il rinvio a giudizio per peculato a causa delle spese con la carta aziendale.
"Spero che alla fine non sia complice chi ha denunciato tante volte operazioni di questo tipo. Non parlo - ha sottolineato Minzolini- di complotto ma ci sono meccanismi in questo Paese che sono paradossali. Senza ancora un primo grado di giudizio non si può fare nulla. È un meccanismo perverso".
"Quando ho lasciato la collaborazione con 'Panorama' - ha ripetuito Minzolini ricostruendo la vicenda che gli è costata il rinvio a giudizio per peculato nell'utilizzo delal carta di credito aziendale - mi è stata data una carta di credito che è stata chiamata di benefit compensativo, io ho sempre mandato le ricevuto ma a un certo punto mi hanno detto che quel benefit non era compatibile e avrei dovuto mettere nelle ricevute dei pranzi i nomi dei commensali. Dov'è finita la privacy? In ogni caso potevano dirmelo prima e mi sarei comportato di conseguenza. Indagando sulle procedure ho scoperto che esisteva una circolare del 2003 fatta dal Dg Cattaneo che prevedeva di inserire i nomi ma nella prassi non veniva seguita. Io quindi devo pagare per non aver fatto una cosa che nessuno prima di me ha fatto".
La proposta di Maccari ha suscitato la reazione negativa di Pd e di Italia dei Valori. "Non serve un direttore del Tg1 nominato solo per passare le feste di fine anno. E' senz'altro positivo - ha sottolineato in una nota Matteo Orfini, responsabile cultura e informazione della segreteria nazionale del Pd - che venga avviato il processo di superamento della triste stagione minzoliniana al Tg1".
"Ma è poco convincente l'idea di dare alla principale testata una soluzione temporanea. I danni di questi anni sono molti, il discredito profondo, la perdita di ascolti e autorevolezza enorme. Risalire la china richiede impegno, progetti e stabilità. Difficile riuscirci con scelte provvisorie e a scadenza ravvicinata", ha aggiunto.
Contraria Italia dei Valori che ha invitato il cda a scegliere un diverso direttore "in autonomia dalla lottizzazione politica".
"Il direttore generale della Rai, Lorenza Lei - ha affermato il presidente dei senatori Idv felice Belisario- ha fatto l'ennesima proposta indecente: per sostituire Minzolini, megafono del governo Berlusconi, avanza la candidatura di Maccari, da sempre in quota Pdl, secondo la solita, insana lottizzazione".
La nomina di Maccari, con un interim fino al 31 gennaio, compare all'ordine del giorno del Cda. Maccari, già vicedirettore ai tempi di Mimun e attualmente direttore del Tg regionale, dovrebbe infatti andare in pensione proprio a gennaio. Sfuma quindi per il momento la possibilità di trovare una soluzione strutturale con un nome esterno 'forte', come richiesto dal cdr della testata. Nel Cda di martedì, contestualmente alla nomina di Maccari, Minzolini dovrebbe essere trasferito, secondo norma di legge, ad un incarico equivalente, con ogni probabilità una corrispondenza negli Stati Uniti o a Parigi.