
Comprendo le oggettive ragioni che hanno portato con determinazione il Partito Democratico,nel solco della tradizione delle grandi forze politiche democratiche e progressiste europee e non, ad assumere responsabilità di governo per il bene del Paese. In questo caso appoggiando e sostenendo il governo Monti e l'attuale manovra finanziaria,in seguito alla tardiva caduta del dannoso,screditato e incapace governo Berlusconi.
Privilegiare gli interessi nazionali a discapito di piccole o grandi rendite partitocratiche,confermano la serietà e l'autorevolezza nell'agire politico dei democratici e del suo segretario Bersani.
Il ricorso anticipato alle urne avrebbe certamente premiato lo schieramento di centrosinistra nel suo complesso a causa soprattutto dei misfatti provocati da Berlusconi su scala nazionale e internazionale. Ma non avrebbe risolto i gravi danni economici e finanziari corretti in parte dall'attuale manovra finanziaria che è riuscita momentaneamente ad allontanare lo spettro dell'Italia,a rischio estromissione dall'Unione Europea.
Tuttavia al di là delle premesse positive,è quanto mai necessario affermare con altrettanta nettezza che se è vero che l'impostazione di questa manovra finanziaria, è caratterizzata da un forte rigore, è altrettanto vero che la stessa non presenta nel suo complesso sufficienti elementi di equità.
Invero,pagano sempre i "soliti noti".
Come ha giustamente ricordato recentemente il sociologo Luciano Gallino:"secondo uno studio condotto da una banca svizzera,1.440.000 abitanti italiani detengono ricchezze finanziarie superiori a un milione di dollari. Se pagassero una patrimoniale di 3.000 euro ,che per loro equivarrebbe a un caffè,lo Stato recupererebbe 4,5 miliardi:le cifre che il governo sta chiedendo ai pensionati,dipendenti,piccoli artigiani e commercianti".
Il Partito Democratico ha accettato anche con evidente ritrosia i sacrifici da "lacrime e sangue"che stanno colpendo principalmente le categorie sociali che risultano palesemente simpatizzanti ed elettori dei democratici.
Al contrario lo stesso non si può affermare per le grandi rendite finanziarie e patrimoniali. Storicamente privilegiate nel passato e tutt'ora indenni da reali tassazioni, che rappresentano l'ossatura del potere berlusconiano.
Per queste ragioni ,per molti di noi democratici,questa manovra è insufficiente. Va corretta e riequilibrata negli aspetti più iniqui.
Ed è per questo che,per fornire al Partito Democratico maggiore potere negoziale,all'interno di una compagine di governo variegata,risulta necessario creare all'interno dello stesso grande partito,una forte e innovativa area politico/culturale,laica,liberale,socialista,capace di strutturarsi in quanto sinistra interna e garantire nell'agire politico giustizia sociale e libertà individuali.
Binomio perfetto secondo Norberto Bobbio e per molti di noi valori inscindibili e irrinunciabili.
Personalmente e spero,con la partecipazione di tanti amici e compagni disponibili avvieremo quanto prima un reale "PROCESSO COSTITUENTE".
Mi auguro che anche sulle pagine di "Liberi a sinistra" si possa aprire un serio dibattito nella speranza che già nei prossimi giorni si possano raccogliere numerose adesioni.