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Mazzucchelli anarchico di Carrara
si racconta

Mazzucchelli anarchico di Carrara
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Domenico Letizia intervista Alfredo Mazzucchelli, anarchico di Carrara, presidente della Federazione Italiana Associazioni Partigiane di Carrara, figlio del famoso partigiano anarchico Ugo Mazzucchelli. Dal monumento a Gaetano Bresci alla storia dell’antifascismo nella città del marmo.

Alfredo cosa ricordi dalla tua gioventù con più piacere e gioia?

Fu una stagione entusiasmante della mia gioventù quella di seguire mio padre nei vari convegni e congressi della FAI nei quali conobbi personaggi storici dell'anarchismo : Armando Borghi, Umberto Marzocchi, Pio Turroni, Giovanna Berneri e tanti altri combattenti in Spagna e nelle brigate antifasciste nella Resistenza.

Ci parli delle idee e dei progetti di tuo padre, Ugo Mazzucchelli?

Mio padre era un anarchico realizzatore, poco interessato agli aspetti teorici e molto pragmatico, quindi : durante la Resistenza ( devi considerare che la famigerata “linea gotica” attraversava il nostro territorio ! ) data la preponderanza della forze nazifasciste presenti, era più interessato alla protezione ed assistenza della popolazione che non ad una vera e propria azione di guerriglia nei confronti del nemico. I decreti di espropriazione emessi alla unanimità contro personaggi compromessi col passato regime e di raccolta di fondi per l'ospedale, il ricovero e per il sostentamento della lotta partigiana, non a caso la gestione di questa azione fu assegnata a lui dal CLN provinciale ( Decreti approvati dai componenti alla UNANIMITA' – condizione necessaria per la loro applicabilità – i componenti del CLN erano : Anarchici, comunisti, popolari, socialisti e giellisti ).

Come fu liberata Carrara dal nazi-fascismo?

Ci fu l'apporto delle formazioni partigiane, ma decisiva fu l'offensiva degli alleati nella primavera del '45.

Come gestisci la sezione locale della FIAP?

Faccio del mio meglio, da un paio d'anni si è instaurata un più stretta collaborazione con i compagni dell’ ANPI, dovuta certamente anche alla situazione dell'antifascismo militante che al momento soffre di mancanza partecipazione.

Racconti la tua sulla questione del monumento a Gaetano Bresci che tanto ha fatto discutere in tutta la penisola? Gaetano Bresci e nonviolenza, come coniugare memoria e rispetto?

 Direi che la discussione interessò anche i media e le TV internazionali, oltre a quelli nazionali! Si formò un fronte che da un lato vide schierate le istituzioni nazionali, i monarchici, i fascisti e buona parte del PCI di allora e della DC, e dall'altra parte tutte le altre forze politiche. A quel tempo ci fecero passare quali fiancheggiatori oggettivi delle violenze brigatiste … tesi che alla fine ne uscì con le ossa rotte, mentre invece il tema della violenza in se, fin dai tempi dell'attentato al re, fu inquadrato sotto l'aspetto magistralmente ed umanamente trattato dal Malatesta col suo noto articolo Cause ed Effetti. Per quanto mi riguarda sto con Gandhi : “PER QUANTO LA VIOLENZA NON SIA LECITA, E' SEMPRE PREFERIBILE AD UNA CODARDA SOTTOMISSIONE”.

Che cos’è oggi l’anarchia?

L'anarchia è la massima espressione dell'ordine che mente umana abbia mai potuto concepire e non sarà mai raggiunta se non a tappe successive e continuamente in divenire e dipendente dall'anarchismo ( il mezzo per conseguirla ) basato sulla partecipazione ed autogestione delle lotte da parte degli uomini. Molta confusione si è fatta anche sul termine stesso di Anarchia, confusione strumentale e voluta ad arte : Al termine ( che compare per la prima volta nella “POLITICA” di Aristotele per indicare la causa della caduta della democrazia a Tebe, a Megara, a Siracusa ed a Rodi) è attribuito il significato della inesistenza di un governo. Analogo uso ne fanno Erodoto ed Eschilo. L' etimo del termine affine anarchos significa letteralmente città senza arconte e ad Atene fu chiamato appunto anarchia l'anno senza arconti. Certo è che il termine negli autori greci non designa disordine indicato con altra parola, afasia.

 

Quali progetti per Carrara?

Tenere vivo questo ideale.

Perché essere anarchici oggi?

Ma in un certo senso lo siamo già : quando diamo una informazione, quando desideriamo una scuola libera ma efficiente, quando aspiriamo a maggior solidarietà, a maggior giustizia, quando protestiamo contro gli sprechi, contro l'emarginazione per una maggior partecipazione, quando sogniamo maggior giustizia e libertà. Sono tutte cose che fanno parte di noi e che dovremmo farle emergere con maggiore decisione e coerenza.

 

Domenico Letizia
21 gennaio

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