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Siria. 26 febbraio, referendum per
la nuova Costituzione

Siria. 26 febbraio, referendum per 
la nuova Costituzione

 

La televisione di stato, nel dare l’annuncio, rivela che la nuova legge fondamentale afferma che il sistema politico è pluralista e si basa sull’ elezione dei partiti e dei raggruppamenti politici. Elezioni legislative tre mesi dopo referendum

 

Roma.– Il regime siriano accelera, almeno in apparenza, l’avvio di quelle riforme tante volte annunciate e mai realizzate. La televisione di stato ha annunciato questa mattina che si terrà il 26 febbraio il referendum sulla nuova Costituzione. Nel giro di 15 giorni i siriani verranno chiamati alle urne per un voto che, di fatto, è un referendum proprio sul regime. Il presidente Bashar Assad gioca la carta del consenso popolare. Un «Sì» massiccio alla nuova Costituzione a suo avviso metterebbe nell’angolo l’opposizione e i rivoltosi. Sempreché il voto del 26 febbraio sia regolare e credibile e il regime non faccia pressioni sulla popolazione per ottenere un risultato favorevole. Al momento non è noto se verrà permesso il monitoraggio indipendente del voto e l’ingresso nel paese dei osservatori elettorali di altri paesi.

In base alle indiscrezioni fornite dalla tv di stato, l’articolo uno della nuova Costituzione recita: «La repubblica araba siriana è uno stato democratico con piena sovranità, non accetta ingerenze e non fa concessioni su parte del suo territorio e del suo popolo ed è parte della nazione araba». Sempre all’interno del testo si precisa anche che «La religione del presidente della Repubblica è l’Islam e il diritto musulmano è la fonte principale della legge e lo Stato rispetta tutte le religioni che si possono professare liberamente». Si afferma soprattutto che «Il sistema politico è pluralista e si basa sul sistema democratico di elezione dei partiti e dei raggruppamenti che partecipano alla vita politica…non è ammessa alcuna attività politica o la formazione di partiti che abbiano basi religiose o settarie». Le prossime elezioni politiche si terranno entro novanta giorni dal referendum sulla nuova costituzione e che «il potere legislativo è rappresentato dal parlamento che viene eletto ogni 4 anni». Nel testo si stabilisce anche che «il potere esecutivo spetta al Presidente della Repubblica e al Consiglio dei ministri». Si sancisce inoltre che «la libertà è un diritto riconosciuto dallo Stato ai cittadini» e che «tutti gli attacchi alle libertà personali o alla sacralità della vita o alle libertà sancite dalla costituzione rappresentano un crimine punito dalla legge».

Saranno però in tanti, specie fuori dal paese, a tentare di far saltare la scadenza del 26 febbraio o, almeno, di vanificarla. Tra domani e venerdì l’Assemblea generale delle Nazioni Unite voterà una risoluzione in cui si condanna la repressione dell’opposizione in Siria e si sollecita Damasco ad andare verso un sistema democratico e multipartitito. A presentare la risoluzione sarà l’Arabia saudita che in casa propria vieta la formazione di qualsiasi partito politica e invece la sollecita a causa altrui. Nena News

Nena News
16 febbraio

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