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Iran. Elezioni e sfide esterne

Iran. Elezioni e sfide esterne

 Secondo le ultime notizie che arrivano da Tehran sono 3.444 i candidati alle elezioni parlamentari dell’inizio di  marzo che hanno ottenuto il via libera del Consiglio dei Guardiani. L’annuncio arriva anche da Abbas Kadkhodai, portavoce dell'organismo, all'agenzia 'Fars'. Kadkhodai ha sottolineato che "circa 1.200 candidati non hanno superato la preselezione del Consiglio perché non avevano i requisiti previsti dalla costituzione". 

Il portavoce ha spiegato che "comunque sarà il ministero dell'Interno a comunicare in via ufficiale a tutti i 

comitati elettorali e alle prefettureil numero esatto dei candidati ammessi alle elezioni".

      In base alla Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran, prima di diventare ufficialmente eleggibili,i candidati devono superare la preselezione del Consiglio dei Guardiani,che ha il compito di esaminare l'idoneità  dei candidati secondo criteri di fedeltà alla  Costituzione. 

Le elezioni si svolgeranno in un clima di estrema tensione nella Regione a causa dell’escalation di attacchi provocati dagli Stati Uniti ed Israele sulla questione nucleare. 

“L'Iran non cerca, né cercherà mai, di avere l'arma atomica”. Perché non dobbiamo credere alla Guida Suprema e invece dobbiamo aver fiducia negli Stati Uniti che sulla base di menzogne hanno giustificato la guerra contro l’Iraq e contro l’Afghanistan, millantando l’esistenza di  presunte armi di distruzione di massa ed etc.. Le parole pronunciate dalla Guida Suprema Ali Khamenei sono state ripetute più volte e giungono nel giorno in cui l'Aiea ha dichiarato il fallimento della missione a Teheran dei suoi ispettori per chiarire le possibili implicazioni militari del programma nucleare iraniano.

Il direttore generale dell'Aiea, Yukiya Amano,ha ammesso: "Ci siamo impegnati con uno spirito costruttivo,ma nessun accordo è stato trovato".

      "Intensi sforzi sono stati fatti per la messa a punto di un documento che permettesse il chiarimento delle questioni in sospeso,in particolare quelle relative alle possibili implicazioni militari sul nucleare iraniano - ha aggiunto Amano - ma non è  stato raggiunto alcun accordo".

I dettagli della prossima tornata di colloqui sul nucleare tra l'Iran e le potenze occidentali verranno annunciati nel fine settimana, dichiara il ministro 

degli Esteri iraniano Ali-Akbar Salehi. "La data e il luogo del prossimo round di colloqui saranno annunciati sabato o domenica”, ha detto Salehi nel corso di una conferenza stampa a Teheran. "Preferiamo che i colloqui si svolgano ancora a Istanbul", ha aggiunto.

      La decisione dovrebbe essere coordinata con il responsabile della politica estera dell'Unione europea Catherine Ashton, ha precisato Salehi, invitando il blocco dei 27 ad assumere una posizione più  saggia e più indipendente'' riguardo all'Iran. “L’Ue, con una popolazione di circa 500 milioni di persone,dovrebbe sapere che l'Iran potrebbe essere una valida alternativa per le sue richieste energetiche in futuro”,ha detto il capo della diplomazia di Teheran.

Un avvertimento di Teheran ai Paesi europei che dovrebbero rinunciare alle proprie importazioni di petrolio iraniano entro il primo luglio, in forza delle sanzioni decise il 23 gennaio scorso a Bruxelles. Ad affermarlo oggi, dopo il blocco dell'export petrolifero a Francia e Gran Bretagna del 20 Febbraio, il ministro del Petrolio Rostam Qassemi, che ha invitato gli altri governi europei a garantire importazioni di lungo periodo, altrimenti - ha detto – sarà Teheran a prendere l'iniziativa. 

   “Noi prendiamo le nostre decisioni - ha detto Qasemi 

- e abbiamo già sanzionato Paesi ostili. Se altri

Paesi (europei) non precisano la loro decisione in merito ai contratti di lungo termine, sarà Teheran a decidere anche per loro”. “Non vi sarebbe alcun problema - ha aggiunto - nel vendere il nostro petrolio sul mercato internazionale”. 

   Il messaggio di Qasemi, che fa seguito a quello analogo lanciato ieri dal presidente della compagnia iraniana del petrolio Nioc, Ahmad Ghalebani, è rivolto a Italia, Spagna,Grecia (i Paesi Ue più dipendenti dal greggio iraniano)oltre che alla Germania, al Portogallo e all’ Olanda. 

Mosca si schiera da tempo con Tehran, disgustata dalle continue minacce al Paese Islamico. 

Un attacco militare contro l'Iran sarebbe "catastrofico" per la regione e per tutto il "sistema delle relazioni internazionali, secondo il viceministro degli Esteri russo Gennadi Gatilov. "Qualunque scenario militare contro l'Iran sarebbe catastrofico per la regione e, senza dubbio, per il sistema delle relazioni internazionali nel suo complesso" ha detto Gatilov in una conferenza stampa.

"Spero che in Israele si sia consapevoli delle conseguenze" che questo potrebbe avere, ha proseguito il viceministro, augurandosi che "non si arrivi a scenari militari". I paesi occidentali e Israele sospettano che Teheran stia tentando di dotarsi di armamenti nucleari sotto la copertura di un programma atomico civile. Nelle ultime settimane lo stato ebraico ha sollevato, per poi smentirla, la possibilità di bombardare le installazioni nucleari iraniane. 

Tehran non teme le minacce degli Stati Uniti come sembra e mostra anche i muscoli. Le due navi da guerra inviate la scorsa settimana in Siria attraverso il Mar Mediterraneo hanno imboccato il 21 Febbraio, il canale di Suez per tornare in Iran. A Tehran si precisa che le navi sono partite dal porto siriano di Tartous e che dovrebbero concludere la traversata del canale. 

Stando a quanto riferito la scorsa settimana dal canale Allnews Irinn, il cacciatorpediniere Naghdi e la nave rifornimento Kharg dovevano "garantire formazione alla marina siriana ai sensi dell'accordo (di cooperazione militare) esistente" tra Teheran e Damasco. 

Theran, nello stesso tempo sviluppa i suo rapporti con i Paesi della primavera araba e investirà 5 miliardi di dollari in Egitto. Nei prossimi giorni una delegazione di investitori della Repubblica Islamica  volerà al Cairo dove incontrerà  i vertici delle autorità locali e alcune aziende selezionate. 

Nella Repubblica Islamica intanto continuano le ricerche scientifiche e i progressi tecnologici. 

Il satellite Fajr (alba) sarà lanciato in orbita nei primi mesi per prossimo anno iraniano, che inizierà il 20 marzo 2012. Loha annunciato il responsabile dell'organizzazione delle Industrie aerospaziali dell'Iran, Hamid Fazeli, precisando che il satellite Fajr

e' dotato di telecamere e strumenti di valutazione in grado di rivalutare quei meccanismi già usati in satelliti inviati  precedentemente in orbita.

      Inizialmente il satellite Fajr doveva essere lanciato all'inizio di febbraio in concomitanza con i dieci giorni di festeggiamenti per il 33esimo anniversario della Rivoluzione islamica del 1979, ma la 

missione é stata rinviata per ulteriori valutazioni. “Questo  satellite è  in grado di stare nello spazio per un anno e mezzo e  fornire e trasmettere le immagini alle stazioni sulla terra”, ha detto Fazeli.

 

 

Talal Khrais
23 febbraio

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