
Francesco Sanna è un senatore della Repubblica di Iglesias. Nel senso che è di Iglesias.
Altrimenti avrei parlato di Granducato De' Oppi.
E' un ex-Margherita, braccio destro (mai a sinistra, da quelle parti) di Enrico Letta, quindi per formazione politica tendente al centro. Al centrissimo, oserei dire. Ha una solita preparazione tecnico-giuridica che gli permette di parlare sempre con cognizione di causa. Insomma, sa di che parla quando parla. E' una nota di merito per i parlamentari d'oggi.
E' persona che lavora sodo (si guardi la sua produzione parlamentare) sempre in prima linea nelle tante vertenze nel mio martoriato territorio, il Sulcis-Iglesiente. Non si può non mettere l'aggettivo martoriatoquando si parla di Sulcis.
Altra cosa apprezzabile dell'onorevole Sanna è che è stato uno dei primi parlamentari italiani ad inserire nel suo sito personale l'aggiornamento mensile dei costi della sua politica, con un puntuale resoconto di spese e entrate derivanti dalla sua attività parlamentare. Certo lucrosissima ma perlomeno alla luce del sole.
In sostanza è persona che non si sottrae certo al confronto.
Su Emiliano Deiana la faccio corta che lo trovate notte e giorno su facebook. E' il sindaco di Bortigiadas e dirigente del Partito Democratico, in quota Piccoli Comuni. Una corrente da sostenere a prescindere. Uno che non le manda a dire e quando le dice sono difficilmente confutabili. E' scrittore basico e profondo quando getta il suo sguardo sul mondo: quando si traveste da Ilvo Diamanti lo fa con una capacita' di analisi delle cose di casa PD preferibile a mille, inconcludenti, assemble regionali. E' tanto copioso nella sua produzione in Rete quanto riservato nelle cose private, cosa che apprezzo tra parentesi: e pure senza parentesi. Ho la fissa della sintesi, io.
E' pure un amico, quindi potrei non essere neutrale.
A naso se i due si vedessero in un bar - non so se Francesco Sanna frequenti i bar, di Deiana lo so per certo per averli frequentati in coppia - son sicuro che rimarrebbero a parlare per ore, nonostante la leggendaria laconicita' del gallurese.
Perchè tra persone di valore scatta sempre la curiosita' di conoscersi meglio.
In realtà l'incidente diplomatico successo ieri andrebbe inserito comodamente sullo scaffale impolverato delle mille cose noiose e irrilevanti che succedono in casa PD di Sardegna se non fosse che quel nervosismo è sintomo di una malattia che sta consumando il corpo del partito. A livello nazionale, ma sopratutto sul territorio.
A causa dell'incapacità di molti nostri dirigenti, di tanti nostri parlamentari, della maggioranza dei nostri consiglieri regionali di capire quale sia l'umore della base, come va tarata l'attività politica e quali sono le due-tre semplici cose che si aspettano i cittadini dalla classe politica italiana.
E come sempre succede quando non si patroneggia il mezzo o non si hanno i fondamentali si va in brodo di giuggiole o si entra da dietro in modo scomposto.
E si bolla come "...logica da Mein Kampf..." se un tesserato PD (in realtà sono mille di mille) dice chiaramente che ha le scatole piene di future alleanze con chi è lontano mille anni luce da noi.
E si va in fibrillazione, offendendosi via facebook, urlando al populista, se un militante, un comune osservatore delle cose politiche nostrane chiede che venga rispettato l'esito di un costoso referendum, dove si è certificato che devono essere abbassate le indennita' e il numero dei consiglieri regionali, così da evitarci il pietoso "putsch" - mi perdonino il Deiana e il Sanna se uso un termine cripto-nazista - da Banda Bassotti di andare nottetempo in Consiglio Regionale per ripristinare lauti emolumenti.
E si è talmente ciechi, anzi pienamente autolesionisti, al punto tale di non vedere che le vittorie "di sinistra" che si sono ottenute copiose in Sardegna - le ultime ad Oristano e ad Alghero- si sono ottenute senza l'apporto, che taluni reputano imprescindibile, dell'Udc di Giorgio Oppi.
E che Massimo Zedda - uno che si permette di istituire a Cagliari il registro delle coppie di fatto - è uno dei sindaci più amati d'Italia. Zedda non Perseu o Angioletto Deidda, capito?
E sia chiaro che di questi esempi di piccole, grandi inconguenze ne avrei tantissime da citare.
Come detto ho la fissa della sintesi.
Se alcuni dei nostri permalosi capataz non vedono questi macroscopici prodromi che diagnosticano senza paura di smentita una malattia autoimmune che sta (auto)fagocitando il corpo fragile del PD sardo e nazionale come possono vedere quei minuscoli puntini neri piantati nel culo del partito che sono la mancanza di risorse* per l'attivita' dei circoli o la latitanza dei vertici quando trattasi di comunali per citta' sotto i 15000 abitanti?
Poi però non lamentiamoci se Grillo arriverà al 22-25%.
O se Renzi maramaldeggera' alle primarie non perchè dira' qualcosa di sinistra ma perchè parla come mangia e perchè cita Fonzie e i Jefferson invece di Gramsci o del noiosissimo Scalfari.
Ci dimenticheremo così della diatriba tra Emiliano Deiana e Francesco Sanna ma ci stuferemo pure di starvi dietro per dirvi di darvi una mossa e di ascoltarci perchè, come l’ultimo Michael Jackson, il Partito Democratico compiendo quelle scelte verrà ricordato più per le sue bizzarrie che per l’apporto dato a un seria, partecipata, discussione politica.
*perchè la maggioranza dei parlamentari, consiglieri regionali, assessori, cooptati a più vario titolo non versano la quota spettante al Partito per il terno al lotto generosamente ricevuto