
Sopravvive anche al crollo del muro di Berlino, dell'esplicito fallimento dei paesi del socialismo reale, la cultura devastante delle burocrazie politiche, di coloro che nascono dirigenti di partito e sperano di morirci, della mistificazione sistematica delle opinione altrui. Ho fatto un intervento , integralmente reperibile sulla testata “Sardegna Quotidiano”, nel quale riaffermo la mia convinzione della necessità di andare con immediatezza al voto per il rinnovo del Consiglio regionale e per l'elezione di un nuovo presidente e di una nuova maggioranza per il governo della Regione.
Tutto questo viene di colpo trasformato nella solita pillola della costruzione di alleanze anomale con partiti che condividono la responsabilità della legislatura Cappellacci.
Invito pertanto tutti coloro che si sono esercitati nella mistificazione almeno a leggersi il contenuto del mio intervento. Detto questo, continuo a pensare che sia necessario per costruire il futuro demolire questa maggioranza, svilupparne le contraddizioni politiche e fare appello ai valori ideali che culture, come quella sardista e cattolico-democratica, che parte importante hanno esercitato nel passato e possono ancora esercitare in futuro per l'emancipazione della nostra Isola.
Continuo a pensare che il miglior presidente della Regione che io abbia incontrato sia stato il sardista Mario Melis. Continuo a pensare che la crisi profonda che attraversa l'Europa, il nostro Paese e la Sardegna non possa che essere superata con un concorso politico e sociale ampio, con un profondo rinnovamento generazionale e con il protagonismo delle donne.
Tutto il resto è difesa dell'orticello al quale noi non siamo interessati. Per quanto mi riguarda la serenità delle mie convinzioni deriva dalla decisione di non ripresentarmi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale.