
All'indomani della Marcia per il Lavoro i sindacati tornano sul mancato incontro con i capigruppo in Consiglio regionale. In altri tempi - si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil - sarebbe bastata una telefonata e invece, ora, sembra siano necessarie consultazioni a causa di vincoli burocratici tra le forze politiche e le stesse rappresentanze istituzionali.
D'altronde - prosegue la nota - e' quel che accade in Consiglio regionale, nel rapporto tra Giunta e Consiglio, nell'inefficacia che riguarda il confronto con lo Stato, nel perdersi della politica in logiche di schieramento, anche rispetto ai drammatici problemi del lavoro e della poverta'.
Non si tratta di non riconoscere l'impegno e il lavoro di alcuni Consiglieri, cosa di cui siamo certi e consapevoli, ma della crisi senza precedenti della Regione come soggetto regolatore dei bisogni dei sardi e come simbolo massimo dell'autonomia e della specialita' dell'Isola.
E' rispetto a questa crisi che non si vede una coerente reazione e un progetto politico e legislativo in grado di avviare una fase costituente riscrivendo statuto e legge statutaria e riformando le istituzioni e l'autonomia attraverso una rinegoziazione del Patto costituzionale, accogliendo e attuando le scelte effettuate in sede referendaria dai cittadini sardi, aprendo alla societa' il pa-lazzo di via Roma per superare la crisi della rappresentanza politica attraverso un collegamento con la societa' e le istituzioni locali.