Notizie dal Liberi a Sinistra Sun, 20 May 2012 13:03 Articoli recenti http://www.liberiasinistra.it/ KohanaPHP Grillo è uguale a Berlusconi http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/20/grillo-e-uguale-a-berlusconi_1503 <p>Sì, in definitiva ha ragione Gene Gnocchi: Grillo parla come Berlusconi, e dice pure le stesse cose. Meglio la mafia dello Stato? Quasi. Ma non basta; si può anche uscire dall'euro, e perché non ci abbiamo pensato prima? Svalutiamo e via. E che importa se poi usciamo dal mercato unico, quisquilie, pinzillacchere direbbe Totò; torneranno gli antichi dazi doganali a fermare le nostre merci alle frontiere, ma tanto esportiamo poco. Così settant'anni di costruzione europea, certamente imperfetta, inutile ripeterlo, vengono liquidati con una battuta da avanspettacolo dal riformatore piazzista che conduceva "Ve la do io l'America" e poi replicava con "Ve lo do io il Brasile". Ma è storia di tanti anni fa.<br /><br />Il trionfo della frescaccia è in ogni affermazione grillesca, che confonde il diritto con il qualunquismo da strada, che afferma principi giusti e li mescola con il disprezzo per la politica e i politici, come fanno, da sempre, tutti i veri populisti che puntano a conquistare un potere personale assoluto. Ma in questa contestazione ottusa dell'Europa - cioè non politica, non in grado di elaborare una nuova visione europeista fondata sulla democrazia e i diritti - c'è la faccia del solito nazionalismo da italietta. Non a caso antieuropei sono stati il fascismo, la Lega, e Berlusconi. <br /><br />E' l'autarchia come metodo e slogan per evitare la fatica del pensiero, dell'elaborazione, della riforma e del cambiamento del sistema politico e dei partiti, di un progetto nuovo su cui fondare la Repubblica e la sua storia che non prescinde né dall'Europa, né dal Mediterraneo, né dal consesso internazionale. Abbiamo infine visto in questi anni, con sbalordimento, chi ha portato in Parlamento un leader certamente antiberlsuconiano come Di Pietro: liste improvvisate, raccogliticce, porte aperte a casaccio al primo che passava, ed ecco i salvatori di Berlusconi che ad ogni voto saltavano fuori anche dall'Italia dei Valori.<br /><br />La superficialità sulla mafia è un altro sintomo di questo respiro corto: è la parola stentorea e vuota che rifiuta la memoria dei morti ammazzati per difendere lo Stato e la democrazia di questo Paese; da Grillo è venuto, su questo tema, va detto con chiarezza, un messaggio terribile: le sue parole sono un'ombra che si allunga fino a diventare un peccato morale di favoreggiamento indecente. Ricordiamo il ministro dei lavori pubblici Pietro Lunardi, quello della cricca, che sosteneva più o meno: per fare le grandi opere con la mafia bisogna convivere.<br /><br />E poi naturalmente la tassa sulla casa, che affama gli italiani. Già. Con questo stesso argomento, nel nostro Paese di corta memoria, il Cavaliere sparaballe Silvio Berlusconi, vinse un'elezione che portò lui al potere e precipitò lentamente il Paese nel baratro. La semplificazione sloganistica e auto compiacente è, da sempre, lo strumento dei tribuni che detestano i Parlamenti e vogliono rovesciare i sistemi. Come se tutte le abitazioni, tutte le proprietà, tutte le ricchezze immobiliari e di altro genere di questo Paese fossero uguali, come se battersi per un sistema di tassazione giusto non fosse una battaglia civile che vale la pena di essere combattuta, come se la giustizia sociale non passasse, faticosamente, da queste lotte ma dalle urla e dal sarcasmo.<br /><br />Si dirà: ma molti di quelli che stanno con lui sono persone in gamba, ragionano bene, hanno buone idee. Anche molti elettori e amministratori della Lega Nord erano "brave persone"; è meglio che ce lo ricordiamo tutti: "le brave persone" spesso fanno sbagli clamorosi. Lo sfascio odierno figlio di un sistema corrotto, screditato, lacerato da vent'anni di berlusconismo, non sarà riparato dall'ascesa dell'ennesimo movimento "con un uomo solo al comando". Uno che dice: non andate in tv, in tv ci vado solo io. Esattamente, ancora una volta, come il Cavaliere.<br /><br />La discendenza televisiva dei due è la stessa: l'antipolitica, cioè il rifiuto non solo dei leader dei partiti ma delle stesse istituzioni repubblicane e delle loro regole, della loro autorevolezza, accomunano il comico e l'amico dello stalliere di Arcore. L'Italia ha certamente bisogno di una nuova classe politica, ma questo significa ricostruire, educare, studiare, elaborare e lottare. La partecipazione deve diventare un fatto vero e perché questo sia, i nuovi movimenti politici e sociali devono essere in grado di esprimere gruppi dirigenti alternativi non altri capi e super-capi con relative corti. Vent'anni fa un certo Umberto Bossi parlava, anche lui, il linguaggio dell'antiromanità, dell'anticasta, del 'ghe pensi mì' in versione casereccio-varesotta. <br /><br />Eccoli là i leghisti, prima alfieri di un razzismo e in un isolazionismo impresentabili, oggi preda dei loro deliri di potere e di un sottopotere barbarico. Non c'è un movimento che nasce puro colmo di giustizia, si è figli di questa contorta e incerta storia nazionale, bisogna ricordarlo, bisogna avere memoria, bisogna riparti. E infine guardando alla fatal Parma viene un po' da ridere. Il Giornale, Libero, il Pdl (non ufficialmente per carità), pregano Dio che vincano i grillini. Vorrà pur dir qualcosa, no?</p> <p><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.globalist.it%2F&h=HAQG-b5Bh" rel="nofollow nofollow" target="_blank">www.globalist.it</a></p> Io speriamo che me la cavo http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/20/io-speriamo-che-me-la-cavo_1501 <div>La vicenda referendaria ha messo a nudo un sistema politico sardo arretrato, parassitario e persino impreparato, che ormai conta meno di niente tra i cittadini-elettori. Questo da una parte e dell'altra. Il pre-consultazione è stato addirittura surreale. Cinquecento amministratori locali senza sigla politica, i riformatori e noi della base a promuovere i referendum, cercare le firme, fare campagna per il voto e persino a difenderci in Tribunale con i nostri soldi.</div> <div> </div> <div>Dall'altra cinque province su otto guidate dall'Ups a proporre un ricorso al Tar (sbagliando pure ufficio giudiziario) e due al Tribunale (tecnicamente reclamo il secondo) con i soldi di tutti i contribuenti e con i risultati che tutti conosciamo. Nessun comitato per il no o per l'astensione costituito e nessun partito che ci mette soldi e tempo per promuovere o bocciare i referendum. Movimento cinque stelle, Idv, personalità, consiglieri e parlamentari che iscrivono i loro nomi a favore del voto. Una campagna elettorale anonima, quasi silenziosa, nella quale il presidente della Regione utilizza gli spot istituzionali per metterci la sua faccia e, in modo scorretto, come un anno fa per il nucleare, schierarsi a favore dei referendum con i soldi dei contribuenti.</div> <div> </div> <div>Il voto di domenica sei giugno è stato, pertanto, un miracolo: oltre cinquecentomila sardi che vanno a votare in una sola giornata, peraltro piovosa e fredda. Un miracolo, miracolo, miracolo per dirla alla Troisi (ricomincio da tre), che non ha padri e padrini (vista la nostra inconsistenza economica ed organizzativa), ma che testimonia che le persone hanno deciso di fare quello che vogliono, come per il nucleare, l'acqua pubblica e per tutti i recenti referendum snobbati e subiti dal mondo politico.</div> <div> </div> <div>Ma è il dopo referendum che fotografa la classe politica sarda in modo inclemente: bla, bla, bla e ri-bla con annessi giuristi (grandi professionalità) al seguito. Con un presidente della Regione ostaggio della sua maggioranza, un consiglio regionale irato per l'abrogazione delle indennità e con gli ultimi giapponesi insediati nelle province a costituire il postumo comitato per il no al taglio delle province a campagna elettorale finita.</div> <div> </div> <div>Cosa fare adesso è troppo semplice da dire ed anche da mettere in atto per un normale cittadino con un quoziente intellettivo medio, ma ho la sensazione che questo consiglio regionale e la classe dirigente sarda siano incapaci anche di legarsi i lacci delle scarpe. Per quanto mi riguarda: facciano pure quello che vogliono, tanto alle prossime competizioni elettorali saranno spazzati via tutti e forse nascerà una nuova classe dirigente per dare gambe al voto del sei maggio. La campagna per le prossime elezioni regionali è iniziata, ed è sicuro che i protagonisti (i cittadini che decidono di fare quello che vogliono nonostante i partiti) avranno le idee chiare sul da farsi.</div> Brindisi, bombe contro scuola: mafia non c'entra, gesto isolato http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/20/brindisi-bombe-contro-scuola-mafia-non-centra-gesto-isolato_1498 <p>L'attentato alla scuola di Brindisi "potrebbe essere un gesto isolato e individuale". Lo ha detto il procuratore di Brindisi, Di Napoli, sottolineando che in ogni caso c'é stata "una volontà stragista". "Non è impossibile - ha aggiunto - che tutta l'organizzazione sia stata fatta da una persona sola". Nelle immagini tratte dalle telecamere stradali e prese in visione dagli inquirenti si vede l'attentatore che preme il tasto del telecomando azionando così la bomba che ha ucciso Melissa Bassi. "Immagini terribili", ha detto il procuratore.</p> <p>"Abbiamo delle buone immagini. Non ce le hanno regalate ce le siamo andate a cercare. Immagini che possiamo ricollegare con quasi certezza all'attentato", ha detto all'ANSA il magistrato. Di Napoli ha confermato che da ieri è stata condotta una intensa attività investigativa che ha compreso l'interrogatorio di diverse persone e perquisizioni e controlli in vari luoghi della città e della provincia di Brindisi.</p> <p>Sono stazionarie le condizioni delle ragazze ferite. Le quattro ragazze ricoverate nell'ospedale brindisino 'Antonio Perrino' hanno trascorso la notte senza problemi. Le condizioni delle due che sono ricoverate nel Centro Grandi ustionati - Azzurra Camarda e Sabrina Ribezzi - stanno pian piano migliorando. La pressione arteriosa si è stabilizzata e i parametri vitali sono buoni. La prognosi tuttavia rimane riservata. Per Vanessa Capodieci, sorella di Veronica, e Selene Greco che si trovano nel reparto di Chirurgia Plastica, la prognosi è stata sciolta: per loro - informa la direzione sanitaria dell'Asl brindisina - parametri vitali molto soddisfacenti. </p> <p>Secondo quanto riferito dalla direzione sanitaria dell'Asl brindisina sono stazionarie anche le condizioni della sedicenne ferita più gravemente, Veronica Capodieci, e da ieri pomeriggio ricoverata nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. </p> Qualsiasi cosa farete, non ci fermerete http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/qualsiasi-cosa-farete-non-ci-fermerete_1491 <p>Siamo scossi, pieni di dolore e rabbia per ciò che è accaduto questa mattina a Brindisi. Il nostro pensiero va alla ragazza giovanissima morta per colpa della bomba, ai familiari e agli altri ragazzi e ragazze feriti, ancora in ospedale. Il nostro dolore e quello degli studenti e delle studentesse di tutta Italia si unisce a loro in questo difficile momento.</p> <p>Le parole del sindaco Consales ci trovano concordi, è un attacco senza precedenti, alla democrazia, allo Stato, a tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese. Si è scelto per la prima volta di attaccare una scuola, simbolo di democrazia, presidio dei valori che la nostra Costituzione vuole portare avanti, baluardo di legalità.</p> <p>Non era mai accaduto, nel nostro Paese vessato dalla mafia e dalle stragi mafiose e terroristiche, un attacco di questo tipo, a pochi giorni dal ventennale della morte di Falcone e Borsellino, in una scuola dedicata a Francesca Laura Morvillo Falcone, proprio all’arrivo della carovana antimafia. Troppe coincidenze ci riportano a pagine oscure del nostro Paese, su cui non si è mai fatta chiarezza.</p> <p>Vogliamo reagire, subito. Non possiamo stare zitti, è quello che vogliono, chiunque sia stato, che hanno sempre voluto. Vogliamo unirci al cordoglio delle famiglie e urlare la nostra rabbia.</p> <p>Per questo chiamiamo tutti gli studenti d’Italia a scendere in piazza oggi pomeriggio, ad andare davanti ai comuni di ogni singola città di questo Paese con un fazzoletto bianco e degli striscioni scrivendo: “qualsiasi cosa farete, non ci fermerete!”</p> <p>UniCa 2.0 - UDU Cagliari<br />Unione degli Universitari <br />Partito Democratico <br />Giovani Democratici <br />CGIL <br />Sinistra Ecologia Libertà <br />Giovani Comunisti<br />Italia dei Valori</p> Ordigno esplode davanti a scuola. Muore studentessa. Grave un'altra http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/ordigno-esplode-davanti-a-scuola-muore-studentessa-grave-unaltra_1481 <p> BRINDISI - Una ragazza di sedici anni, Melissa Bassi, dilaniata dallo scoppio di un ordigno e cinque feriti, tra cui Veronica Capodieci, in gravissime condizioni; e poi altri cinque pazienti dimessi dopo aver ricevuto cure. E' il bilancio dell'esplosione reso noto dalla Asl in seguito all'attentato compiuto dinanzi ad una scuola brindisina, l'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali 'Francesca Laura Morvillo Falcone', che conta 600 alunni. </p> <p>Un attentato, quello di stamattina a Brindisi, diretto contro la scuola, secondo i primi accertamenti degli investigatori. Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, probabilmente collocate anche ad un timer e collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola Morvillo Falcone di Brindisi. E' stato trovato successivamente anche il timer. Il timer trovato nei pressi della scuola 'Morvillo Falcone' era bloccato, secondo indiscrezioni, sulle 7.55 ma l'esplosione dell'ordigno rudimentale è avvenuto intorno alle 7.45. Sul luogo dell'attentato sono ancora in corso i rilievi da parte della polizia scientifica. A breve comincerà in Prefettura una riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico al quale è prevista la partecipazione del procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che sta raggiungendo Brindisi.</p> <p>Per il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta "<strong>potrebbe non essere una organizzazione mafiosa" </strong>ad aver compiuto l'attentato dinanzi alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi che ha provocato un morto e diversi feriti.</p> <p>L'esplosione ha coinvolto alcune studentesse che erano appena scese da un autobus urbano e stavano raggiungendo l'edificio scolastico. Non a caso è il preside della scuola che dà fiato al tremendo timore e orrore che serpeggia nelle teste di tutti, via via che si delineano i particolari dell'attentato: "'E' stato fatto per uccidere: a quell'ora - dice all'ANSA il prof.Angelo Rampino - le ragazze entravano, proprio a quell'ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza". D'altro canto, ha rilevato poco dopo l'attentato il neosindaco, Mimmo Consales (in carica da una settimana), sono troppe le "coincidenze" perché il pensiero non corra subito ad un attentato mafioso di forte valenza simbolica: è stato colpito l'istituto intitolato alla moglie di Giovanni Falcone, a pochi giorni dal ventesimo anniversario della strage di Capaci, e nel giorno dell'arrivo a Brindisi della Carovana antimafia. E' stata inoltre colpita la scuola, gli studenti, i giovani, proprio i giovani che dalla Sicilia alla Calabria alla Puglia hanno costituito l'elemento più forte di rifiuto della cultura mafiosa di guerra e di morte. All'ospedale 'Perrino', è morta Melissa Bassi, 16 anni.</p> <p>E' invece viva Veronica Capodieci, anche lei di 16 anni, che sembrava essere la seconda vittima dell'attentato, secondo informazioni fornite dalla polizia nei primi, concitati momenti subito dopo l'esplosione. Per la direzione sanitaria dell' ospedale, le condizioni di Veronica rimangono gravissime ma sono stabili. Entrambe le ragazze sono di Mesagne (Brindisi). Degli altri feriti, due soli hanno ferite di lieve entità e se la caveranno - pare - con poco. Gli altri - a quanto si apprende - avrebbero riportato ustioni almeno del 40%, e uno di loro avrebbe subito fratture e gravissimi danni agli arti inferiori. A Brindisi è arrivato il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, per tenere nella Procura di Brindisi con le forze di polizia una riunione per le strategie di indagine sull'attentato. Vi parteciperà anche il vicecapo della polizia, Francesco Cirillo.</p> <p>Il ministro Cancellieri riferirà al Senato martedì alle 16,30. L'attentato è "un fatto anomalo e complesso che desta grande preoccupazione, oltre che grande dolore perché ha colpito giovani vite", ha detto a Sky. Lunedì il ministro sarà a Brindisi con i vertici delle forze di polizia ed i magistrati. Nella ricerca del movente dell'attentato "colpisce che sia stato presa di mira una scuola intestata a Morvillo Falcone" nel ventennale della strage di Capaci, ha detto. Cancellieri ha aggiunto che "qualsiasi pista e buona: per ora non nessuna certezza su nessun canale". "Non si può pensare di militarizzare il territorio, serve potenziare l'intelligence". "Lo Stato è forte e compatto - ha aggiunto - ma abbiamo bisogno di capire di più attraverso l'intelligence".Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo si recherà sul luogo dell'esplosione. Anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si sta recando sul luogo e con l'assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati si recheranno a incontrare i feriti. L'ex ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni, sollecita "una risposta coesa nella lotta al terrore" dopo "l'atto ignobile" dell'attentato davanti alla scuola di Brindisi.</p> <p>Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha detto che 'sull'attentato di Brindisi sono aperte tutte le ipotesi investigative. Qualunque sia la matrice dell'attentato, si tratta di un atto terroristico nel senso che è diretto a colpire persone innocenti e in maniera indiscriminata'.</p> <p><strong>MANIFESTANTI GRIDANO 'FUORI I POLITICI'</strong> - "Fuori i politici dal palco, non vogliamo collusi non vogliamo ascoltarvi. Le scuole non si toccano". E' l'urlo sollevato da una gremitissima piazza della Vittoria a Brindisi dove è cominciato con un minuto di silenzio la manifestazione contro la mafia.</p> <p>Sul palco c'erano numerosi esponenti politici sia di centrodestra sia di centrosinistra sia nazionali sia regionali. Le proteste si sono placate dopo che il sindaco, Mimmo Consales, e ha sottolineato la necessità di "restare uniti".</p> <p>Sul palco un gruppo di giovani mostra uno striscione sul quale è scritto: "Siamo cittadini di un Paese che si ricorda che dobbiamo stare uniti solo quando si muore. Ciao, Melissa". Inviti all'unità per combattere insieme sono arrivati ripetutamente dal sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, e di Mesagne, Franco Scoditti.</p> <p>"Hanno colpito - ha detto Scoditti - l'intera nazione. La nostra coscienza deve ribellarsi, ma dobbiamo uscire mettendo tutti insieme il coraggio e la coscienza".</p> <p><strong>Il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi ha sospeso in tutta Italia la Notte dei Musei</strong></p> La biblioteca Satta e le sue sorelle http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/la-biblioteca-satta-e-le-sue-sorelle_1480 <p>Fare polemiche non serve alla nostra comunità. La provincia vuole uscire dal consorzio Satta? Allora faccia il proprio dovere di coordinamento, con la convocazione immediata dei cinquantadue sindaci della nostra comunità provinciale. Sono persuaso, infatti, che i nostri sindaci sapranno trovare la migliore soluzione per la gestione delle nostre straordinarie biblioteche, posto che la biblioteca Satta è il capitano di una squadra di oltre cinquanta biblioteche comunali che promuovono la cultura nel nostro territorio.</p> <p>La proposta della Base è nota: smontare i carrozzoni con le nomine politiche (anche quelle mascherate da commissari politici che costano ai contribuenti) per gestire il servizio attraverso gli strumenti dati dal testo unico degli enti locali. Nessuna poltrona di presidente e commissario, ma un unico sistema bibliotecario che si articola nei cinquatadue comuni della nostra comunità.</p> <p>E' semplice, immediato ed a costo zero, ma soprattutto in linea con il prossimo futuro senza province voluto da cittadini con il referendum del sei maggio. I dipendenti che lavorano nelle biblioteche sono la nostra forza, perderla o squalificarla sarebbe la dimostrazione del fallimento di chi guida da tempo il sistema.<br /><br /></p> Continuità territoriale: la Regione non ha chiesto nessuna proroga http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/continuita-territoriale-la-regione-non-ha-chiesto-nessuna-proroga_1479 <p>Altro che rivoluzione dei cieli, altro che ponte fra Sardegna e la Penisola. Dopo le risposte date dal Governo in Aula alla nostra interpellanza sulla continuità territoriale sappiamo che la regione non ha niente in mano. Né sulla proroga dell’ attuale regime  e neanche sull’idea sciagurata dell’assegnazione delle rotte con trattattiva privata.</p> <p>Mancano meno di 15 giorni alla scadenza dell’attuale continuità territoriale: i sardi rischiano seriamente di pagare per tutta l'estate 500 euro per andare a Roma e 600 per andare a Milano. Nella migliore delle ipotesi, per sconto benevolo delle compagnie aeree, tra i 250 e i 300 euro. Bene che vada, dunque, i prezzi saranno triplicati. </p> <p>Quello che  sta succedendo  è assurdo. Bisogna che tutti le istituzioni e le forze politiche e sociali si mobilitino perché questo scenario sciagurato non si verifichi. </p> Protesta contro l'ANAS che vuole rimuovere i cartelli in limba sarda http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/protesta-contro-lanas-che-vuole-rimuovere-i-cartelli-in-limba-sarda_1478 <p>''Quel cartello stradale dev'essere rimosso''. E' quanto ha detto un capo cantoniere dell'Anas al sindaco di Posada (Nu), Roberto Tola, esponente del Partito sardo d'Azione, in merito al cartello stradale posizionato all'ingresso del paese della Baronia, sulla statale 125 Orientale sarda. Sul cartello la scritta 'Pasada', come si chiama il paese in lingua sarda.</p> <p>''Due giorni fa - dice Tola all'Adnkronos - si e' presentato da me in comune un dipendente dell'Anas intimandomi di levare il cartello che c'e' all'ingresso del paese perche' non e' a norma. Gli ho risposto che avrei chiamato il responsabile dell'Anas di Sassari, il quale mi ha ribadito che il cartello, con la critta 'Pasada' era da togliere in quanto ci troviamo in Italia e che va rispettata la legge dello stato'', che impone l'uso della lingua italiana nella cartellonistica stradale.</p> <p> ''Il funzionario mi ha detto che eventualmente - prosegue Tola - il nome del paese, in sardo, su un cartello con sfondo marrone, come quelli da indicazione turistica. Come se il nome in sardo fosse qualcosa di folkloristico. L'assurdo e' che l'Anas - spiega il sindaco - riconosce solo il nome del paese in italiano e i cartelli installati da loro''.</p> <p> ''Tutto cio' nasce dal fatto - prosegue il sindaco - che, parrebbe, che ci sia un funzionario dell'Anas che sta facendo un giro nelle strade statali sarde per segnalare la segnaletica difforme alle norme. La cosa assurda - afferma Tola - e' che esistono leggi statali e regionali che stabiliscono che i nomi, come le lingue, devono avere la stessa valenza e la stessa evidenza anche nella cartellonistica''.</p> <p> Dal canto suo l'Anas di Sassari replica seccamente: e' il codice della strada che impone la cartellonistica stradale in italiano. Ma Tola e' deciso a tenere quel cartello all'ingresso del paese: ''Non lo faro' rimuovere. Il nome del mio paese in lingua sarda - conclude il sindaco - rappresenta la mia identita', mi fa sentire il paese piu' 'mio' che non quello in italiano. Poi non mi piace questa imposizione dell'Anas, che e' una societa' dello Stato. Mi sembra un atto colonialistico e questa e' la conferma''.</p> <p> Su Comitadu pro sa limba sarda protesta ''vivamente per l'attacco alla lingua sarda da parte dell'Anas, l'ente gestore delle strade statali, che ha intimato al comune di Posada di togliere i cartelli stradali con la scritta 'Pasada' in quanto i cartelli posti sulle strade statali, recanti indicazioni non italiano sono fuori norma e suggerendo che il cartello venga sostituito con il toponimo del paese scritto su fondo marrone, come per le indicazioni turistiche". Lo ha detto all'Adnkronos Mario Carboni, portavoce di Su Comitadu pro sa limba sarda (Comitato per la lingua sarda, ndr), in merito alla richiesta dell'Anas di Sassari al sindaco di Posada di rimuovere i due cartelli stradali sulla Ss 125 Orientale sarda, con il nome del paese in lingua sarda 'Pasada' invece che in italiano Posada.</p> <p> Su Comitadu pro sa limba sarda e' solidale col sindaco Roberto Tola che si e' rifiutato di togliere o sostituire i cartelli col toponimo in lingua sarda ''e che ha considerato molto grave equiparare il toponimo scritto nella lingua della comunita' ad un cartello turistico. E' un ulteriore attacco ai diritti civili dei cittadini di Pasada, e - sottolinea Su comitadu pro sa limba sarda - di come sia parte di una piu' complessa offensiva del colonialismo italiano contro i diritti civili collettivi di tutta la Nazione sarda che iniziando dai diritti linguistici e culturali, si rivolge contro quelli storici, economici, politici e istituzionali, chiedendo che vengano individuati e sanzionati i responsabili di questo atto discriminatorio e colonialistico''.</p> <p> ''La Sardegna e' garantita dalla Costituzione, dalla sua legge d'attuazione, la 482/99, dalla legge regionale 26/97 e dai trattati internazionali come la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa e dalla Carta delle lingue europee, in quanto minoranza linguistica storica e - conclude Carboni - ha diritto alla toponomastica nella propria lingua, al suo insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, all'uso pubblico e nei media con un bilinguismo perfetto pietra angolare di ogni processo di autodecisione nazionale''.</p> <p> </p> <p>------Ecco dopo la nostra denuncia come l'agenzia di stampa ADNKRONOS riporta la notizia, si può ulteriormente osservare che :</p> <p> </p> <p>L'ANAS dimentica di conoscere oltre al buon senso e leggi sulle tutele delle lingue minoritarie anche il codice della strada pretendendo la rimozione dei cartelli in lingua sarda o chiedendo che questi cartelli siano di colore marrone, infatti il codice recita:</p> <p> </p> <p>Art. 37. Apposizione e manutenzione della segnaletica stradale.</p> <p> </p> <p>1. L'apposizione e la manutenzione della segnaletica, ad eccezione dei casi previsti nel regolamento per singoli segnali, fanno carico:</p> <p> </p> <p>a) agli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati;</p> <p> </p> <p>b) ai comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio e fine del centro abitato, anche se collocati su strade non comunali;</p> <p> </p> <p>2-bis. Gli enti di cui al comma 1 possono utilizzare, nei segnali di localizzazione territoriale del confine del comune, lingue regionali o idiomi locali presenti nella zona di riferimento, in aggiunta alla denominazione nella lingua italiana</p> <p> </p> <p>Art. 78. - Colori dei segnali verticali (art. 39 C.s.).</p> <p> </p> <p>c) bianco: per le strade urbane o per avviare a destinazioni urbane;</p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> Dove tira il vento http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/dove-tira-il-vento_1477 <p><strong>Il vento dell’Europa</strong></p> <p>Un vento nuovo sembra stia cominciando a spirare in tutta Europa, non soltanto nella Francia di Hollande. Ciò avviene proprio nello stesso momento in cui contro l’Europa è in corso un’aggressione violenta, un’aggressione condotta con le armi di “distruzione di massa” della speculazione finanziaria.</p> <p>L’oggetto dell’aggressione è il “modello sociale europeo”. Quel modello che si fonda sulla civiltà del lavoro, sulle politiche pubbliche finanziate da un fisco equo, sulla coesione sociale, sullo sviluppo sostenibile per le persone e per l’ambiente.</p> <p>Certo, è un modello fortemente appannato dalle politiche europee degli ultimi anni. Politiche ispirate da una maggioranza di paesi governati da coalizioni di centrodestra, politiche recessive che alimentano un senso comune ostile all’idea stessa di Europa. L’uscita dall’euro non solo non è più un tabù ma è il programma elettorale di nuove formazioni politiche in diversi paesi europei – tra i quali la Lega Nord e il Movimento Cinque Stelle.</p> <p>Tutto ciò ci riguarda molto da vicino. Per gli effetti diretti sull’economia del nostro Paese e, non meno importante, per le ripercussioni sulle condizioni materiali delle persone.</p> <p>Ma riguarda anche la stessa possibilità di ricostruire un pensiero, una cultura, una politica alternativa alle scelte che hanno dominato l’Italia degli ultimi 20 anni e che non sono uscite di scena con il governo Berlusconi .</p> <p>Difficile immaginare di difendere e allargare la qualità dello Stato sociale italiano se l’idea delle politiche pubbliche come costo si fa strada in Europa, se non si cambia il segno del fiscal compact. Impossibile se ci fosse un ritorno indietro verso le singole patrie.</p> <p>Quel vento ci riguarda da vicino. Riguarda la ricostruzione della sinistra, la sua dimensione, la sua forza. Non possiamo esserne soltanto spettatori: è la nostra battaglia, è parte fondamentale del nostro discorso pubblico e deve ispirare le nostre scelte di collocazione internazionale.</p> <p> </p> <p><strong>Il vento dell’Italia</strong></p> <p>Le tendenze del voto del 6 maggio sono chiare, anche se il profilo compiuto della nuova mappa di governo delle amministrazioni nelle città sarà definitivo solo dopo il ballottaggio.</p> <p>Chiara e profonda è la frattura tra le persone e i partiti, la loro caduta di autorevolezza – il successo del Movimento Cinque stelle d la proliferazione incontenibile delle liste civiche non sono fenomeni casuali. In aumento è anche il numero degli astenuti e delle schede bianche, è evidente come una parte del nostro Paese non si senta rappresentata.</p> <p>E sarà pur vero che i grillini sono diversi dal proprio padre-padrone Beppe Grillo, ma è altrettanto vero che quel consenso che dalla rete ha preso forma è costruito sul giudizio urlato da Grillo sulla<strong> irriformabilità</strong> della rappresentanza collettiva dei partiti, in nome della rappresentanza diretta di ciascuno veicolata dalla rete.</p> <p>Altrettanto chiaro è che la somma della crisi sociale, democratica e morale del Paese può determinare una miscela esplosiva.</p> <p> </p> <p><strong>Molte domande, qualche risposta</strong></p> <p>E’ di fronte a questa realtà che è particolarmente inadeguato quel giudizio sulla “tenuta del centrosinistra” – che pure è un dato evidente in questa ultima tornata elettorale, specie se paragonata alla frana del centrodestra. Ed è di fronte alla crudezza della realtà di un voto frammentato che emerge l’assenza di una proposta politica di cambiamento per il Paese che dia nuove motivazioni  alle persone, che sia credibile e autorevole. Una proposta che faccia cambiare il clima politico, una proposta che si respira tra i banchi di un mercato rionale e i vagoni della metropolitana.</p> <p>Ma il punto è: come si costruiscono la credibilità, l’autorevolezza, l’efficacia e i contenuti di quella proposta? Le difficoltà sono grandi, le contraddizioni semplici da individuare .</p> <p>Non c’è alcun dubbio, per esempio, che quando il Pd vota il vincolo di bilancio in Costituzione contribuisce con quel voto a consegnare le scelte economiche alla Ragioneria – piuttosto che alla politica. E quel voto indebolisce la sua promessa di scelte future e diverse, di contenuti, di alleanze<strong>: l’ineluttabilità </strong>del sostegno al governo Monti è oggi il <em>leitmotiv</em> del Partito democratico, ma è l’esatto contrario di quella strada maestra che ha come fondamento la ricerca di credibilità e di coerenza.</p> <p>Quando circola la bozza Violante sulla riforma della legge elettorale, poi, quell’ineluttabilità assume i contorni di un patto cucito a propria immagine e somiglianza dai partiti più grandi, che vedono nella riforma della legge elettorale l’ennesima opportunità per difendere se stessi.</p> <p>Quando l’Italia dei valori perde metà dei suoi voti si dimostra che l’opposizione al governo Monti non paga di per se stessa.</p> <p>Quando Sel tiene i suoi voti e li aumenta un po’, racconta circa la fatica e l’impegno dei suoi militanti, ma indica al contempo che i voti in fuoriuscita dal Pd o quelli andati smarriti con l’astensionismo non è stata in grado di intercettarli a sufficienza.</p> <p>E allora parliamo di noi.</p> <p>Sel ha scelto di attraversare questa fase con la politica, non con la polemica politica. Sel ritiene di poter fare a meno della demagogia e dei paroloni, ma ciò non significa affatto che Sel non tenga lo sguardo vispo su quanto accade nel nostro Paese.</p> <p>Rimanendo nel merito, costruendo proposte, sbracciandosi per dare vita a una nuova iniziativa politica senza mai censurare il proprio giudizio sul governo Monti – che si è fatto via via più netto, man a mano che gli annunci si trasformavano in scelte.</p> <p>Abbiamo fatto bene. Ma tra l’ineluttabilità del Pd e quel diffuso senso comune della irriformabilità dello stato dell’arte ci rendiamo conto che oggi non è più possibile tirarci indietro, giacché impossibile è fare a meno di chiedersi come sia possibile ricostruire l’autonomia culturale di una proposta, di una politica industriale, di una politica sociale. Di politiche energetiche, di politiche del lavoro. Per l’Italia di domani, perché sia equa e solidale. Per donne e uomini.</p> <p>Lo sappiamo che l’autonomia è fatta di idee. Lo sappiamo che le idee nascono dalle esperienze, dalla vita vissuta, dai bisogni e dai desideri delle persone. Lo sappiamo che le idee nascono dalle ragazze e dai ragazzi, lo sappiamo che se manca anche solo uno di questi elementi l’autonomia  non è tale.</p> <p>Ed è per questo che intendiamo dare concretezza alla proposta degli Stati Generali. Un luogo virtuale ma anche fisico, uno spazio pubblico promosso da chi si candida a governare il Paese. Uno spazio in cui si mettono insieme punti di vista, persone reali e proposte di cambiamento nate dall’esperienza di questi anni. Proposte di cambiamento che emanano dai movimenti per i beni comuni, dai movimenti in favore delle donne, dalle lotte del sindacato, dal buon governo delle città.</p> <p>Noi le vorremmo proporre insieme alle forze del centrosinistra ma se questi non dovessero essere d’accordo con noi, allora saremo noi a promuovere il cambiamento.</p> <p>Ma qual’é la nostra idea fondamentale? Qual è l’idea che secondo noi deve rimettere in moto la ricostruzione urgente di un pensiero autonomo, di una cultura autonoma? Qual è l’idea per la quale siamo riconosciuti e riconoscibili?</p> <p>A me sembra la lotta alla precarietà della vita come male oscuro da battere. Ma si può dire anche l’elogio della certezza del diritto e dei diritti a fondamento di una nuova cittadinanza europea.</p> <p> </p> Facebook, in 8 anni da una stanza di Harvard a Wall Street http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/facebook-in-8-anni-da-una-stanza-di-harvard-a-wall-street_1476 <p>Sono passati poco piu' di otto anni da quando il diciannovenne Mark Zuckerberg inizio' a lavorare al suo social network da una piccola stanza del dormitorio dell'Universita' di Harvard e oggi i titoli dell'azienda debuttano a Wall Street con la seconda piu' grande offerta pubblica iniziale (Ipo) di tutti i tempi.<br /><br />Queste le tappe dell'incredibile successo del sito web.<br /><br />2004: a febbraio Zuckerberg lancia ''thefacebook'' con i suoi compagni di studio Chris Hughes, Eduardo Saverin e Dustin Moskovitz. A maggio decide di muoversi nella Silicon Valley e a luglio ottiene un finanziamento di 500 mila dollari da parte del co-fondatore di PayPal, Peter Thiel.<br /><br />2005: aprile, thefacebook.com ottiene un finanziamento di 12,7 milioni di dollari da Accel Partners e in agosto cambia il nome in Facebook.<br /><br />2006: Viacom offre 1,5 miliardi di dollari per l'acquisto di Facebook e anche Yahoo! fa un tentativo mettendo sul piatto 1 miliardo di dollari.<br /><br />2007: ottobre, Microsoft investe 240 milioni di dollari in un accordo che porta il valore di Facebook a 15 miliardi di dollari. 2008: Zuckerberg raggiunge un'intesa da 65 milioni di dollari con i gemelli Tyler e Cameron Winklevoss che lo avevano accusato di aver rubato loro l'idea. Facebook lancia il sito in Spagna, Francia e Germania. Ad aprile scavalca MySpace come social network piu' popolare di internet e ad agosto gli iscritti raggiungono quota 100 milioni.<br /><br />2009: Facebook lancia la prima applicazione per telefonia mobile e l'azienda russa Digital Sky Technologies investe 200 milioni di dollari. Gli iscritti salgono a 500 milioni e il Time Magazine nomina Zuckerberg uomo dell'anno ''per aver trasformato il modo in cui viviamo la vita di tutti i giorni''.<br /><br />2011: a gennaio, un'offerta privata di acquisto racimola 1,5 miliardi di dollari, facendo salire il valore della compagnia a 50 miliardi e Facebook si sposta da Palo Alto agli ex uffici della Sun Microsystems e Menlo Park.<br /><br />2012: viene presentata l'offerta pubblica iniziale, i membri hanno ormai superato quota 900 milioni. L'Ipo viene fissata a 38 dollari ad azione, portando il valore di mercato dell'azienda a 104 miliardi di dollari.</p> Tassa su cani e gatti, ci hanno provato ma gli è andata male http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/tassa-su-cani-e-gatti-ci-hanno-provato-ma-gli-e-andata-male_1475 <p>Allarme, poi rientrato, per l'ipotesi di introdurre una nuova tassa, quella sui cani e sui gatti.<br /><br />Una proposta in commissione Affari sociali della Camera prevede infatti che i Comuni possano istituire una tariffa per i proprietari dei ''quattro zampe''. Lo scopo dichiarato della tassa sarebbe quello di finanziare iniziative contro il randagismo. Immediatamente, alla diffusione della notizia, si sono scatenate le polemiche, con un'ondata di ''no'' soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori, come Codacons, Adusbef e Federconsumatori, e di molti esponenti politici. E il sottosegretario al ministero dell'Economia Gianfranco Polillo ha in un primo momento detto, ''in linea di principio'', di condividere tale proposta. Ma lo stesso Paolillo, poco dopo, ha innestato la retromarcia, scrivendo su Twitter: ''Tranquilli: nessuna tassa sugli animali domestici. Era solo una battuta nei confronti di un deputato che l'aveva proposta''.<br /><br />''I comuni - si leggeva nel testo della proposta di legge - possono deliberare, con proprio regolamento, l'istituzione di una tariffa comunale al cui pagamento sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo''. Ma a quanto pare non se ne fara' nulla.</p> A Parma la destra vota con Grillo. Bersani: vinceremo lo stesso http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/a-parma-la-destra-vota-con-grillo-bersani-vinceremo-lo-stesso_1474 <p>I ballottaggi andranno bene e se il risultato di Parma è in bilico è solo perché "la destra" appoggia il candidato di Beppe Grillo. Lo dice il segretario Pd Pier Luigi Bersani che aggiunge: "Intanto cominciamo col dire che al primo turno in tutta Italia abbiamo avuto un ottimo risultato, e lo avremo anche ai ballottaggi. Dopo di che, a Parma ha governato la destra, adesso dicono di votare Grillo. Noi siamo orgogliosi con Bernazzoli di fare una proposta di cambiamento serio".</p> <p>Bersani parla anche della trattativa sulla legge elettorale e insiste nel rilanciare la proposta del doppio turno. Nega che sia saltato ogni accordo: "Non direi così, noi stiamo di nuovo proponendo il doppio turno dei collegi. Non deve essere letta come la proposta del Pd, ma come una proposta utile per il paese".</p> <p>Per quanto riguarda la crisi economica, per il segretario del PD "è  il momento di consentire misure per la crescita, investimenti per creare lavoro, l'Europa lo deve capire".</p> <p>"O l'Europa, subito, consente una possibilità di movimento per il lavoro e gli investimenti, oppure - sottolinea Bersani - verrà fatta notare la singolare situazione nostra: siamo l'unico paese che si è impegnato, in modo non so quanto responsabile, al pareggio bilancio 2013, mentre siamo in una grave recessione e mentre abbiamo il più alto avanzo primario".</p> Province, amministratori galluresi pronti a ricorrere alla Consulta http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/province-amministratori-galluresi-pronti-a-ricorrere-alla-consulta_1473 <p>Confortati dall'incontro con la presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, e con i capigruppo, e decisi a ricorrere anche alla Corte Costituzionale per impedire che la Provincia Gallura sia cancellata. Gli amministratori galluresi si sono confrontati stamane nel palazzo di via Roma con la presidente Lombardo e i rappresentanti dei gruppi, ribadendo con decisione la necessita' che la politica regionale trovi soluzioni complessive. "Questa porcata", ha detto il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, "puo' trasformarsi in opportunita'". </p> <p>"Ma", ha aggiunto incontrando i giornalisti al termine dell'incontro, "se cosi non sara', si aprira' uno scenario di contrapposizione che coinvolgera' anche le popolazioni, che hanno capito gli effetti devastanti dell'esito dei referendum". Giovannelli, con il senatore del Pd, Giampiero Scanu, il sindaco di Padru Antonio Satta e il presidente del Consiglio comunale di Olbia, Vanni Sanna, hanno rimarcato come si sia trattato di referendum viziati da forte incostituzionalita'. "E' stato usato strumentalmente per cancellare un percorso di rivendicazione di trent'anni dei cittadini galluresi", ha accusato ancora il primo cittadino di Olbia, "da soggetti che non hanno mai accettato la Gallura come entita'". </p> <p>"Oggi la Gallura ha incontrato la parte costruens della politica, non la destruens", ha detto Scanu, "rappresentata in questo momento dal presidente Cappellacci e dai Riformatori. Il Presidente del Consiglio e i capigruppo hanno la consapevolezza della situazione e del caos e c'e' la volonta' di trovare una soluzione. Noi abbiamo chiesto e offerto un ruolo, dando la disponibilita' a collaborare. Indietro non si torna", ha ammonito. Antonio Satta ha sottolineato l'unita' e la compattezza del territorio, mentre Vanni Sanna ha invitato a decisioni rapide:" e' una lotta contro il tempo" ha detto " una legge deve essere varata entro il 28 maggio". </p> Amministrative, solo 5 candidate sindaco nella provincia di Cagliari http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/amministrative-solo-5-candidate-sindaco-nella-provincia-di-cagliari_1472 <p>Nei 13 Comuni della Provincia di Cagliari che andranno al voto i prossimi 10 e 11 giugno (Castiadas, Nuragus, Nurrallao, Pimentel, Quartucciu, San Sperate, Selargius, Serri, Siliqua, Siurgus Donigala, Vallermosa, Villaputzu, Villasor), ci sono 5 candidate sindaco (12,8%) su 39 candidature complessive e 245 candidate consigliere (33,1%) a fronte di 740 candidati. I candidati maschi sono 495 (66,89%). Sono i dati forniti nel convegno "Pari opportunita' rappresentanza e parita' di genere nelle istituzioni: leggi e proposte", promosso dalla commissione Pari opportunita' della provincia di Cagliari. </p> <p>"Dopo le consultazioni elettorali - ha spiegato Mariangela Pedditzi, presidente della commissione Pari opportunita' - potremo verificare se il problema fondamentale e' il numero delle donne candidate, che rimane comunque esiguo, o il fatto che le donne non vengono votate. Certo e' che abbiamo bisogno di leggi che segnino un cambiamento culturale. La doppia preferenza di genere non e' la soluzione di tutto, ma appare la strada piu' percorribile". "La commissione Pari opportunita' - ha rilevato la vice presidente della provincia, Angela Quaquero - ha individuato nei teni della conciliazione e della rappresentanza i cardini portanti della sua attivita'. I dati evidenziano che in centri importanti della Provincia, come Quartu, Quartucciu e San Sperate, ci sono candidati donne. Fatto certamente positivo, significa che qualcosa si sta muovendo, ma e' ancora troppo poco". </p> <p>"Sosterremo tutte le azioni - ha detto il presidente del consiglio provinciale, Roberto Pili - tese a rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di impegnarsi e di partecipare alla vita politica e continueremo ad avere un'attenzione particolare verso le politiche di genere". </p> <p>Elisabetta Dettori, componente della commissione provinciale Pari opportunita', dati alla mano, ha messo in luce come dal 2007 al 2011l la presenza delle donne nelle giunte e nei consigli comunali dei 71 Comuni della Provincia sia, seppure in modo contenuto, cresciuta. </p> <p>"Le donne sindaco - ha detto - sono passate da 2 nel 2007 a 11 nel 2011, nelle giunte si e' passati da una percentuale di presenza femminile del 16% nel 2007 al 20,30% del 2011 mentre le consigliere nelle assemblee consiliari hanno avuto un incremento del 4% circa, passando dal 15% al 19,20%". "Bisogna lavorare - ha detto Massimo Pusceddu, vice presidente Ups - per migliorare le condizioni di accesso delle donne alla vita politica", mentre l'attivita' parlamentare in tema di pari opportunita' nella rappresentanza politica e' stata al centro degli interventi delle deputate Caterina Pes e Amalia Schirru. </p> <p>"In Parlamento oggi - ha detto Pes - la percentuale delle donne non va oltre il 21%. La Camera ha approvato, lo scorso 8 maggio, la legge che garantisce la doppia preferenza di genere che entro 6 mesi dovra' essere recepita negli Statuti degli enti locali". L'importanza di questa legge che dovra' passare ora al vaglio del Senato e' stata ribadita dalla Schirru. Hanno dato il loro contributo al dibattito anche le consigliere regionali regionali, Francesca Barracciu e Rosanna Floris: la prima ha rilanciato l'opportunita' di una pressione, esterna e organizzata, perche' la doppia preferenza di genere sia inserita nella legge elettorale regionale, mentre Floris si e' soffermata sulla necessita' di un'azione di informazione da parte delle istituzioni. "La doppia preferenza di genere - ha ricordato Pietro Ciarlo, professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' di Cagliari- e' gia' passata al vaglio della Corte Costituzionale".</p> <p> </p> Liberazione del Libano, delegazione di Assadakah Sardegna in partenza http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/19/liberazione-del-libano-delegazione-di-assadakah-sardegna-in-partenza_1471 <p>Il prossimo <strong>25 maggio</strong>, in occasione delle celebrazioni per la Liberazione del Libano l’Associazione <strong>Assadakah Sicilia</strong> ha organizzato una missione a Beirut, alla quale prenderà parte anche una delegazione sarda composta dal Presidente di Assadakah Sardegna <strong>Raimondo Schiavone, </strong>da<strong> Alessandro Aramu, Gianbattista Usai, Gianni Brandas, Romolo Eucalitto e Franco Murgia</strong>. Una delegazione di professionalità afferenti a diversi ambiti disciplinari che favorirà il confronto e le occasioni di dibattito e incontro tra le autorità libanese e la rappresentanza italiana.</p> <p>La condivisione di un momento così importante per il popolo libanese suggella un’amicizia che tra il nostro Paese e il Paese dei Cedri che Assadakah ha favorito e valorizzato in questi anni.</p> <p>Era la primavera del 2000 quando l’esercito di occupazione sionista, che occupava stabilmente fin dall’invasione del paese dei cedri dell’estate 1982 la cosiddetta “fascia di sicurezza” adiacente i confini settentrionali con la Palestina occupata (comprendente tutta la zona a sud del fiume Litani), decise unilateralmente il ritiro militare da un’area diventata oramai non più gestibile e nella quale i soldati dell’esercito di Tel Aviv avevano lasciato una numerosa scia di sangue dei loro caduti.</p> <p>Il ritiro unilaterale proclamato all’epoca dall’allora premier Ehud Barak venne ‘accompagnato’ dai boati delle bordate di razzi katiusha della Resistenza e dai cori di gioia di migliaia di libanesi che si riversarono festanti nelle zone fino a quel momento sotto controllo militare israeliano</p> <p>Le celebrazioni rappresentano un momento per ricordare coloro che hanno dato la vita per la libertà di un intero popolo, che non si sono piegati e hanno lottato con tutte le loro forze contro il sionismo.</p> Milano ha bisogno di spazi sociali http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/18/milano-ha-bisogno-di-spazi-sociali_1469 <p>L’esperienza di Macao ha evidenziato come una città come Milano abbia bisogno di spazi sociali, la politica e l’amministrazione si devono fare carico di questo fatto.<br />Siamo sicuri che questa amministrazione darà seguito a quello che faceva parte del programma elettorale e cioè dare cultura e spazi sociali alla città Lo sgombero pare essere avvenuto a seguito di una querela della proprietà, a cui stamattina sono seguite 9 denunce.<br />Crediamo fermamente che questa situazione non meriti di finire in un’aula di giustizia, chiediamo quindi alla proprietà di ritirare la querela o di impegnarsi a non presentarla, al fine di non far pagare giudiziariamente a questi giovani, il loro desiderio di cultura.<br />Siamo altresì convinti che gli sgomberi non risolvano i problemi degli spazi sociali e di cultura.</p> <p>I consiglieri comunali</p> <p>Lamberto Bertolè Paola Bocci Luca Gibillini. Francesco Mancuso Carlo<br />Monguzzi Mirko Mazzali. Ines Quartieri. Basilio Rizzo. Anna Scavuzzo.<br />Elisabetta Strada</p> "La foto di Vasto? Non basta più" Chiti (Pd): alleanza con i moderati http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/18/la-foto-di-vasto-non-basta-piu-chiti-pd-alleanza-con-i-moderati_1468 <div class="content"> <div> <div class="text"> <p>La 'foto di Vasto', cioé l'alleanza Pd-Sel-Idv, sarebbe "insufficiente e parziale" in vista delle prossime elezioni. Lo ha detto il vice-presidente del Senato Vannino Chiti: "Penso che la fotografia di Vasto sia insufficiente e parziale: per governare l'Italia e vincere le sfide che abbiamo di fronte bisogna avere non solo uno schieramento progressista ma anche un'alleanza con le forze moderate. E' la proposta che prima di tutto vogliamo rivolgere ai cittadini, e poi tradurremo in schieramento politico, sulla base di un accordo sulle priorità programmatiche".</p> <p>Peraltro, ha aggiunto Chiti, "la Federazione dei Moderati indicata dal Pdl è aria fritta: c'è già stata ed è fallita. Mi pare difficilmente ripresentabile. Un'operazione di maquillage che sostituisca Alfano a Berlusconi nel trio con Fini e Casini non la farebbe certo diventare credibile, nè credo francamente che Fini e Casini ne abbiano la tentazione".</p> <p> </p> </div> </div> </div> <div class="adsGooglePosCorr"> <h3> </h3> </div> Ente Foreste, PD: non ad atti pirateschi sul contratto http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/18/ente-foreste-pd-non-ad-atti-pirateschi-sul-contratto_1467 <p><strong><br /></strong>"Un atto irresponsabile, vergognoso e di un cinismo che lascia attoniti. Siamo di fronte ad una tracotanza insopportabile, che desta non poca preoccupazione nei confronti di chi, con eccessiva supponenza, ritiene d'essere il solo arbitro nel decidere quale sia il contratto da applicare ai lavoratori dell'Ente foreste". Il capogruppo del Partito Democratico, Giampaolo Diana, interviene nella vertenza di dipendenti e precari dell'Ente Foreste, che ieri hanno manifestato a Cagliari davanti all'assessorato all'Ambiente e al palazzo della Regione.</p> <p>Nel richiamare la nota del direttore generale dell'ente, con il quale si dispone "il recupero a partire dalla mensilita' in corso, di presunte somme non dovute, dall'applicazione del contratto nazionale di lavoro 2010-2012", Diana afferma che "si tratta di materia che va definita d'intesa con le organizzazioni sindacali di categoria e a nessuno e' permesso di intervenire in maniera piratesca come stanno facendo il direttore a la Giunta regionale".</p> <p>Secondo l'esponente dell'opposizione "quanto percepito dai lavoratori per la vigenza contrattuale ultima, non contiene nulla di illegittimo, pertanto, sarebbe opportuno che il presidente della Regione intervenisse immediatamente per correggere questa decisione irresponsabile, che si scarica drammaticamente su lavoratori che percepiscono mensilmente, quanto se non meno, della trattenuta che l'Ente si appresta ad effettuare". Il presidente della Regione, conclude Diana, "deve sentire la responsabilita' di intervenire immediatamente per ripristinare corrette relazioni industriali all'interno dell'Ente Foreste, necessarie non solo per l'esercizio della liberta' sindacali ma, anche al fine di non compromettere l'importante funzione che dovra' svolgere in difesa del patrimonio ambientale con l'avvicinarsi della stagione estiva". </p> Corruzione, passa emendamento Pd che aumenta pene detentive http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/18/corruzione-passa-emendamento-pd-che-aumenta-pene-detentive_1466 <p>Con i voti del Pd, dell'Idv e di Fli e l'astensione dell'Udc e della Lega, le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera hanno approvato un subemendamento del Pd all'emendamento Severino sulle pene detentive per la corruzione. L'emendamento, prima firma Donatella Ferranti, eleva le pene detentive per il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio: nel testo del ministro della Giustizia la pena minima è di tre anni, la massima di sette, in quello votato in commissione la minima passa a quattro, la massima a otto anni.</p> <p>Il ministro Severino, che ha presenziato a una seduta nervosa e segnata da lunghi e ripetuti interventi degli esponenti del Pdl, accusati di ostruzionismo dagli altri gruppi, aveva chiesto di accantonare la proposta in vista di una riflessione più complessiva sul sistema delle pene che deve essere "equilibrato". "Una volta approvato questo emendamento - ha commentato la guardasigilli - tutte le pene dovranno scalare".</p> <p>Le polemiche che si sono accese tra Pdl e Pd nel corso della riunione hanno fatto saltare, per il momento, l'ipotesi di una riunione di approfondimento fra il ministro e i gruppi di maggioranza, che era stata concordata nel corso di una sospensione della seduta dopo lo scontro sull'ostruzionismo del Pdl. Alla condotta del Pdl la Lega aveva replicato minacciando la richiesta di chiusura discussione su ogni emendamento, per passare al voto, mentre l'Idv aveva deciso di ritirare tutti i subemendamenti (in vista della loro ripresentazione in aula) per accelerare la conclusione dei lavori.</p> Corruzione, Bersani: ostruzionismo del Pdl è inutile, si vota in aula http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/18/corruzione-bersani-ostruzionismo-del-pdl-e-inutile-si-vota-in-aula_1464 <p>Le norme anticorruzione si voteranno in aula e ogni tentativo di ostruzionismo in Commissione è inutile. L'avvertimento arriva dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha commentato, le fibrillazione avvenute nelle commissioni Affari istituzionali e Giustizia della Camera in merito al ddl corruzione.</p> <p>"Si levino dalla testa che queste norme anticorruzione - ha detto il leader del Partito democratico - non passino dal voto del Parlamento. È inutile che facciano ostruzionismo in Commissione. Troveremo un modo per portare il provvedimento in Aula. Non si può scherzare su una misura che è priorità assoluta".</p>